Tingolli 2018

IGT Toscana Bianco TINGOLLI 2018

INFORMAZIONI ANNATA 2018 

Un aprile caldo ha favorito una rapida evoluzione dei germogli primaverili e si è poi passati a un maggio e a un giugno molto umidi che hanno colpito la fioritura riducendo la resa. Mentre sul resto d’Italia ha continuato a piovere un po’ dappertutto, da luglio in poi abbiamo avuto un clima incredibilmente caldo e secco. Una grande tempesta ha circumnavigato Lucca per riversare forti piogge in regioni tradizionalmente secche come Pisa e il Chianti, mentre le nostre viti hanno sofferto la sete per cui la resa è stata ridotta anche nel peso. La raccolta (manuale, in piccole cassette) è iniziata con alcune varietà precoci all’inizio di settembre e si è conclusa prima della fine del mese con uve sane e saporite. Ottimi vini ricchi di frutta, sapori maturi e bocca vivace.

TINGOLLI

Tingolli è il nostro cru. Il nome deriva dal dialetto lucchese perché, pur essendo facilmente raggiungibile, la vigna è circondata da boschi e camminando tra i filari si ha la sensazione a tratti straniante di essere persi in un altro mondo dove persino la luce e il canto degli uccelli hanno un che di esotico. “T’ingolli il lupo!!” auguravano i paesani al contadino che vi si recava. In bocca al lupo significa la stessa cosa, ma non rende la stessa intensità. Geologicamente si tratta di suoli relativamente antichi originati da argille e sabbie fluvio-lacustri talvolta compattate in ciottoli tondi rossastri. Il periodo nel quale si son formati è il Pleistocene, tra i 2 e i 5 milioni di anni orsono. Su queste terre, formate dalle successive glaciazioni, passeggiavano grandi mammiferi come il mammut mentre l’uomo, timidamente  e con gran paura, cominciava ad affacciarsi.

La collina su cui poggia è esposta a Sud-Ovest, 180 mt slm, 3500 piante per ettaro.

Le viti hanno circa 45 anni e abbiamo Trebbiano, Vermentino, Malvasia e un buon 15% di Colombana (altrimenti detta Verdea), un’uva dall’intensa sapidità che per il carattere spargolo del grappolo e la buccia resistente veniva utilizzata anche per appassimento. Noi abbiamo aggiunto un po’ di Viognier per ingentilire la forza primordiale delle varietà presenti.

Le viti sono molto vigorose e soltanto con i preparati biodinamici riusciamo a trasformare questa vigoria in forza (grazie al 500) e la forza in espressività (grazie al 501). Attraverso la Biodinamica riusciamo a incanalare la forza primitiva del Tingolli in un vino intenso, floreale e austero.

Una parte dell’uva subisce una breve macerazione, non molto, una quindicina di giorni circa. Matura poi in vecchie botticelle per 8/9 mesi e in seguito affina in bottiglia.

Sono state prodotte nel 2018 poco più di 600 bottiglie.